La sfida di Bicocca

 

La sfida di Bicocca: dare opportunità di lavoro ai detenuti

 

Un progetto basato sulla formazione e sul rapporto con la famiglia e gli enti esterni

 

La Sicilia, 9 febbraio 2004

 

"Nuovi percorsi per il recupero ed il reinserimento socio lavorativo dei detenuti". È questo il nuovo impegno del direttore del carcere di Bicocca Giovanni Rizza per 45 dei 200 detenuti nella struttura catanese. Un progetto finanziato dal Fondo sociale europeo, dal ministero del Lavoro e dalla Regione Sicilia. Non si tratta degli ormai abituali corsi di preparazione alla licenza media o dei corsi per adulti tenuti dalle sezioni distaccate dei centri di educazione per adulti. L’ambizione di questo progetto è quella di creare le premesse tecniche, conoscitive, psicologiche e relazionali per la formazione e l’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro.

Il progetto prevede tre aree di intervento per la formazione di tre diverse figure professionali. Saranno formati - dopo una selezione che evidenzi le attitudini individuali e gli interessi di ognuno - operatori ambientali (dai giardinieri a figure più complesse), esperti informatici e artigiani, con particolare attenzione alla lavorazione della cera che, da indagini di mercato, sembra un settore dove è possibile trovare spazi di occupazione. Perché questa iniziativa non si limiti a mera formazione, ma si traduca in reali opportunità di lavoro, il progetto prevede il raccordo con i servizi sociali e gli enti territoriali esterni. A questo è volta anche la realizzazione di uno sportello di consulenza per i detenuti e per le loro famiglie. Ogni intervento in situazioni complesse, quale è quella di chi ha commesso reati e sconta una pena in carcere, necessita, infatti, di un’attività di informazione e di indirizzo.

Il ruolo della famiglia, poi, diventa centrale perché è proprio questa che può farsi da tramite tra il congiunto detenuto e il mondo esterno nella ricerca di opportunità di lavoro. Un progetto complesso, dunque, che presuppone una specifica formazione dei formatori. Per questo è previsto un corso di due mesi rivolto a 12 docenti, 2 educatori e 6 unità di polizia penitenziaria, ed è la prima volta che questi ultimi partecipano ad un progetto in un ruolo diverso e più complesso di quello di mera vigilanza e sorveglianza. La presentazione di questo progetto innovativo si terrà stamattina, alle 10, nella sala convegni di Catania Bicocca. Intervengono il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziale Faramo, il provveditore agli studi Zanoli e il prefetto signora Cancellieri Peluso.

 

 

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