Iniziativa di Calabria Caritas

 

I detenuti dell'Istituto penitenziario di Rossano Calabro a scuola di giornalismo

 

Redattore sociale, 2 aprile 2004

 

Nasce una piccola redazione del giornale ''Calabria Caritas'', organo di collegamento delle 12 Caritas diocesane della regione

 

I detenuti dell’Istituto penitenziario di Rossano Calabro in Calabria a scuola di giornalismo. L’iniziativa, promossa dalla delegazione regionale della Caritas Calabria in collaborazione con la direzione del carcere e la Caritas diocesana di Rossano-Cariati, rientra nel progetto di pastorale "Ero in Carcere e mi avete visitato" promosso dalla Caritas di Rossano-Cariati. Nel penitenziario è stata costituita una piccola redazione del giornale "Calabria Caritas", organo di collegamento delle 12 Caritas diocesane della regione, che raccoglie ed esamina gli articoli che provengono da tutte le carceri calabresi e le invia poi alla redazione centrale della rivista per la pubblicazione. Già nel primo numero dell’anno sono stati pubblicati alcuni contributi e riflessioni di detenuti su temi dell’attualità come quello della necessità di una vita interiore contro le fatiche e le incertezze dell’oggi. 

La prima lezione di giornalismo è stata tenuta dalla responsabile della comunicazione della Caritas Calabria, Assunta Scorpiniti e dal delegato per le comunicazioni sociali della diocesi di Rossano-Cariati, Antonio Capano, che hanno incontrato i detenuti che partecipano all’iniziativa che ha un "alto valore intrinseco – ha detto la direttrice del penitenziario Angela Paravati - che si manifesta sotto un duplice aspetto: da una parte fornisce ai detenuti l’opportunità di comunicare, raccontare, esprimere sentimenti, emozioni, sfogarsi; dall’altra, poiché il giornale ha un’ampia diffusione, far conoscere a chi è fuori dalle mura il mondo del carcere per contribuire ed eliminare l’immagine distorta che spesso è presente in chi da quel mondo è lontano". L’attività dei detenuti rientra, ha spiegato Assunta Scorpiniti, direttrice del giornale nato nel maggio del 2003, nel rispetto delle norme che regolano la vita carceraria e con l’obiettivo di contribuire alla riconciliazione sociale dei detenuti partecipando attivamente ai programmi di recupero.

 

 

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