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I
primi passi della Federazione dopo l'incontro di Bologna
Dal
momento che nel corso dell’ultimo incontro della nascente Federazione dell’Informazione
dal carcere e sul carcere, tenutosi a Bologna il 24 novembre presso l’Hotel
Europa, è stato dato mandato ad un gruppo, coordinato dalla redazione di
Ristretti Orizzonti, di organizzare la formalizzazione della Federazione, anche
sotto l’aspetto giuridico, si è provveduto per il momento a definire i
prossimi passi da fare e ad assegnare dei compiti specifici a questo gruppo
provvisorio (ossia che opererà fino a quando non si procederà ad una regolare
elezione).
I
punti che seguono sono stati definiti da Ristretti Orizzonti (Ornella Favero,
direttore responsabile, Francesco Morelli e Stefano Bentivogli, detenuti della
redazione esterna) in collaborazione con Carla Chiappini (Sosta Forzata,
giornale della Casa Circondariale di Piacenza), Paola Cigarini (Presidente
Conferenza Volontariato Giustizia dell’Emilia Romagna), Alberto Mammoliti (in
rappresentanza dell’Agenzia di Solidarietà per il lavoro di Milano) il giorno
28 dicembre 2005, presso la sede della redazione esterna di "Ristretti
Orizzonti".
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Si
sono valutate differenti possibilità giuridiche al fine di meglio associarsi e
perseguire, partendo dalla tipologia diversa dei soci (testate giornalistiche,
associazioni di volontariato, singoli cittadini etc.), gli obiettivi sociali,
che restano quelli di fare informazione dal carcere e sul carcere, sostenere le
iniziative di carattere giornalistico ed in generale informativo nelle loro fasi
di avvio, creare una rete informativa stabile tra le redazioni nelle carceri e i
volontari che operano all’interno degli istituti e nell’area penale esterna,
diventare tramite questa rete un referente qualificato per l’informazione
ufficiale, cooperando anche con l’Ordine dei Giornalisti (a partire dall’esperienza
della Giornata di Studi di Bologna, organizzata in collaborazione con l’Ordine
dei Giornalisti dell’Emilia Romagna). |
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Sulla
base di una attenta valutazione si è pensato di procedere a richiedere una
consulenza tecnica al fine di costituire un’Associazione di Promozione
Sociale, che sembra la forma giuridica più idonea, ed è stato ribadito che la
decisione verrà presa dopo un ulteriore approfondimento, di cui si occuperanno
Sergio Segio e Carla Chiappini. |
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A
Francesco Morelli è stato dato il compito di adoperarsi al fine di predisporre
al più presto l’Atto Costitutivo e lo statuto. |
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Viene
rimandata ad un momento subito successivo la redazione di un Regolamento
Interno, che si ritiene comunque fondamentale, dato che, dal punto di vista
giuridico, i soggetti che possono aderire alla Federazione sono realtà molto
differenziate. |
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Per
quanto riguarda la campagna adesioni, si è pensato di dare mandato a Paola
Cigarini affinché contatti tutte le Conferenze Regionali Volontariato Giustizia
e ne verifichi la disponibilità ad aderire e a partire al più presto con un
ruolo attivo nella rete informativa che si è predisposta. |
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Essendo
stato positivo il giudizio sull’apporto dato dall’Ordine dei Giornalisti
dell’Emilia Romagna all’organizzazione della giornata del 24 a Bologna, si
è pensato di delegare Carla Chiappini a tenere i rapporti con detto Ordine e di
verificare la disponibilità di altri Ordini di altre Regioni, in vista
soprattutto di creare un rapporto di collaborazione nell’attività di
formazione nella quale la Federazione intende impegnarsi in modo particolare (in
tal senso è interessante l’esperienza della Lombardia dove i giornalisti in
pensione si sono attivati per la formazione dei detenuti dei giornali in
carcere). |
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La
giornata di studi nazionale, che ogni anno si svolge all’interno della Casa di
Reclusione Due Palazzi di Padova, si è pensato di dedicarla nel 2006 ai
problemi dell’informazione dal carcere e sul carcere. Sarà importante a tale
proposito coinvolgere le realtà del centro-sud, con le quali attualmente i
rapporti sono deboli e poco strutturati. |
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Si
è pensato di organizzare nel frattempo una giornata di formazione dove, oltre a
fare i passi organizzativi e giuridici necessari alla costituzione della
Federazione, ci si occuperà di formare i partecipanti al funzionamento della
rete stessa. |
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Particolare
impegno sarà quello di dare rilievo a campagne di informazione sulla legge
ex-Cirielli e su altre proposte di legge in discussione (stralcio della legge
Fini sulle droghe), nonché sui temi della sicurezza sul territorio, che avranno
grande spazio nella prossima campagna elettorale. Riteniamo, tra l’altro,
urgente un confronto sui temi del carcere e della giustizia con lo schieramento
dell’"Unione". |

Promemoria
su giustizia e carcere: le principali questioni sulle quali le realtà che si
occupano di informazione dal carcere e sul carcere vorrebbero essere ascoltate
dalle forze politiche
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L’abrogazione
della ex Cirielli |
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La
riforma del Codice penale: esistono numerose bozze che prevedono l’abbassamento
delle pene con un adeguamento a quelle in vigore negli altri Stati europei,
nonché modalità di espiazione delle condanne alternative al carcere. La
riforma del Codice penale è l’unica strada per affrontare organicamente i
temi delle Giustizia, semplificando l’impianto legislativo, ormai
inefficace e gonfiato da continue riforme parziali, dettate dagli interessi
del momento (e non dimentichiamo che entro la fine della legislatura
potrebbero anche essere approvate la cosiddetta ex Cirielli e lo stralcio
del DDL Fini-Mantovano) |
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La
riforma dell’Ordinamento penitenziario: una bozza è già stata
elaborata dai magistrati Alessandro Margara e Francesco Maisto. E quantomeno
andrebbe incentivata l’applicazione del Regolamento penitenziario entrato
in vigore nel 2000. |
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La
Proposta Boato di modifica dell’art. 79 della Costituzione (quorum
necessario ad approvare un provvedimento di amnistia e di indulto) |
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L’approvazione
di norme che tutelino l’affettività e la sessualità dei detenuti:
una proposta di legge in tal senso è stata elaborata nella Casa di
reclusione di Padova in occasione della Giornata di studi "Carcere:
Salviamo gli affetti". Dopo essere stata sottoscritta da 64
parlamentari, giace dimenticata in Parlamento. |
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La
modifica della legge sulle detenute madri: è già stata presentata una
proposta di modifica della legge cosiddetta Finocchiaro, elaborata dalle
Associazioni di volontariato che si occupano della condizione delle madri
detenute e dei bambini in carcere |
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La
riforma dell’articolo 4bis dell’Ordinamento penitenziario: non hanno
più ragione di esistere le norme restrittive approvate in un circoscritto
periodo storico di "emergenza mafiosa"; norme che hanno finito per
"colpire nel mucchio" piuttosto che essere applicate alle
specifiche categorie di detenuti per i quali erano state create |
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L’approvazione
della legge sul Garante delle persone private della libertà personale |
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La
riforma della sanità penitenziaria: Il passaggio della sanità
penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale non è mai stato portato a
termine, per cui la sanità in carcere versa in una situazione di caos,
ulteriormente peggiorata dai tagli apportati dalle finanziarie agli
stanziamenti per la salute in carcere |
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La
riforma (non quella di Fini: altrimenti è meglio lasciare tutto com’è...)
del Testo unico sugli stupefacenti: serve una legge che miri a una
depenalizzazione completa del consumo e a costruire reali alternative al
carcere per i tossicodipendenti |
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L’estensione
della concessione delle misure alternative e il potenziamento delle aree
trattamentali: i benefici penitenziari vengono concessi poco e manca
anche il personale per far funzionare davvero le aree trattamentali, per cui
è fondamentale l’assunzione di un adeguato numero di educatori,
assistenti sociali e psicologi, figure professionali attualmente presenti in
numero molto inferiore agli organici previsti |
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L’elaborazione
di misure atte a migliorare la condizione dei detenuti stranieri in carcere:
i detenuti stranieri hanno difficoltà "aggiuntive", che vanno
dalla lentezza con cui spesso ricevono l’autorizzazione alle telefonate,
alla quasi impossibilità di incontrare a colloquio i loro cari, se
risiedono nel paese di origine, alle barriere pressoché insormontabili che
trovano nell’accesso alle misure alternative |
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L’abolizione
dell’ergastolo: Nel nostro paese l’ergastolo finisce per significare
che ci sono persone delle quali non si sa cosa fare, ma sarebbe troppo
brutto ed antiestetico ucciderle, e si preferisce allora lasciargli una vita
chiusa in una gabbia, una vita che chi l’ha provata difficilmente riesce a
definire tale. L’ergastolo va abolito in quanto simbolo di una pena del
tutto afflittiva, che ha solo il senso del "non ti uccido, ma ti
dimentico" |
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L’abolizione
dell’articolo 41bis |
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L’approvazione
di una Carta dei diritti del detenuto |
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