Suicidi in aumento...

 

Gran Bretagna: suicidi in carcere troppo numerosi

E sempre più donne muoiono dietro le sbarre

 

Il Manifesto, 15 gennaio 2004

 

Se pochi piangeranno la scomparsa del dottor Harold Shipman, il medico pluriomicida suicidatosi ieri l’altro nel carcere di Wakefield, sono in molti a sollevare il problema sicurezza nelle carceri britanniche. Il numero di suicidi, riusciti e tentati (i detenuti salvati in extremis nel 2003 sono stati 197) è vertiginosamente aumentato negli ultimi anni. Qualche settimana fa, il bidello accusato dell’omicidio delle due giovanissime studentesse di Soham, lan Huntley, aveva tentato di uccidersi (ingerendo numerose pastiglie), salvato in extremis dalle guardie carcerarie. Nonostante Shipman fosse stato sotto sorveglianza nelle due carceri dove era stato detenuto precedentemente, una volta giunto a Wakefield non era più sotto controllo.

Per le associazioni che lavorano con i detenuti il suicidio del Dottor Morte rivela carenze note. Per il gruppo Sane, "i servizi psichiatrici delle carceri non sono in grado di controllare e provvedere né per quei detenuti con una storia di problemi mentali, né per quelli che hanno già diversi tentativi di suicidio alle spalle". Il carcere si difende dicendo che Shipman non aveva dato alcun segno di disagio mentale. Ma il ministero degli interni ha comunque disposto l’apertura di un’inchiesta.

Nel 2003, denuncia la Howard League for Penal Reform, si sono tolti la vita 94 detenuti, di cui ben 14 donne, che rappresentano il 4-5% della popolazione carceraria ma il 15% dei detenuti che si uccidono. Nel 2002 le detenute che si sono tolte la vita in carcere erano state nove; sei nel 2001. Per la Howard League il problema principale è il sovraffollamento, che colpisce le carceri in generale e quelle femminili in particolare, con conseguente mancanza di personale e ben poca attenzione ai disagi delle detenute, che nel 2002 hanno raggiunto il numero record di 4.400.

Cinque sono le carceri dove nel 2003 si sono tolti la vita più di quattro detenuti, Blakehurst nel Worcestershire, Birmingham, Nottingham, Winchester e Styal. Il governo Blair ha sempre sottolineato di voler usare il pugno dì ferro con i criminali, anche minorenni. L’idea di fondo è che "punire aiuta a prevenire": una filosofia che ha portato l’Inghilterra sotto il new Labour ad avere il numero più alto di detenuti di ogni tempo. Dal 1992 i prigionieri sono duplicati. I giovani sono circa 2.600, ma nel solo carcere minorile di Stoke Heath un incredibile 92% dei detenuti ha problemi psichici seri. Eppure rimangono in carcere. La Howard League denuncia il carcere anche per le condizioni in cui tiene reclusi i ragazzi: in celle singole dove c’è soltanto un materasso.

 

 

Precedente Home Su Successiva