La biblioteca di Treviso

 

La biblioteca della sezione penale del carcere di Treviso

raccontata da un detenuto-bibliotecario, Dario Alasia

 

Sono Dario Alasia, detenuto dal marzo 2002 nella Casa Circondariale di Treviso sez. Penale, dove ho scoperto il "pianeta-biblioteca", per me quasi sconosciuto prima, non essendo un gran lettore. Qui ricopro la funzione di aiuto-bibliotecario.

La biblioteca rappresenta per me, unitamente ai corsi interni che ho avuto la fortuna di frequentare, un'oasi di tranquillità, dove concentrare le proprie idee e fare qualcosa di concreto, di utile agli altri. La biblioteca della sezione penale è una piccola realtà, con meno di 2.000 titoli, ma non per questo meno significativa per i potenziali utenti, vale a dire i detenuti della sezione penale. Nel corso del 2002 io ed il bibliotecario-titolare abbiamo seguito un corso di biblioteconomia che, integrato con le conoscenze di un programma gestionale, ci ha consentito di dare una nuova impostazione alla gestione della biblioteca, ora completamente informatizzata e basata sulle normative standard che si applicano a tutte le biblioteche.

Per quanto riguarda il sistema di collocazione dei libri, quella della biblioteca della sezione penale è a scaffale chiuso, mentre quella del giudiziario è a scaffale aperto, in sostanza la differenza sta nel fatto che nel primo caso i libri sono custoditi in armadi chiusi, mentre nell'altro caso i libri sono "a vista".

Ritengo fondamentale per qualsiasi biblioteca l'aggiornamento dei titoli, che da noi viene periodicamente effettuato o con l'acquisto vero e proprio di nuovi libri, dopo attenta selezione delle novità del mercato, nonché tramite le poche donazioni di Enti e/o privati. Purtroppo nel caso delle donazioni spesso ci troviamo di fronte a libri in cattive condizioni o a collane enciclopediche incomplete, difficilmente classificabili. Ma, al di là della nuova impostazione e gestione dei libri, che ha coinvolto anche la biblioteca, resta il problema del livello di utilizzo del servizio.

Una biblioteca fornitissima di libri, ma senza utenza, non esiste come biblioteca! E la nostra realtà, purtroppo, non e' diversa da molte altre sotto questo aspetto, anche se possiamo portare a parziale giustificazione l'influenza che l'ambiente carcerario a volte ha sui detenuti, spesso apatici, con la testa piena di problemi e quindi impossibilitati a concentrasi sulla lettera di un libro. In compenso abbiamo un gruppo, pure se piccolo, di grandi lettori, cioè di persone che bruciano letteralmente un titolo dietro l'altro. Costoro solitamente sono "monotematici": letteratura generale, storia e geografia, in prevalenza.

Seguono, in ordine di interesse, romanzi d'amore e poesie. Chi invece si avvicina per la prima volta alla biblioteca prova un po' di tutto, saltando da un genere all'altro, con il rischio che alla prima lettura non soddisfacente si possa già chiudere l'esperienza. Qui sta la funzione del bibliotecario, che deve cercare di essere "un po' psicologo". La biblioteca deve essere anzitutto un "luogo di promozione culturale", oltre che un archivio di libri da aggiornare costantemente sulla base delle preferenze dei clienti-utenti.

A Treviso già da un paio di anni si tengono specifici corsi di lettura di libri di vario genere, che purtroppo però registrano una scarsa partecipazione a favore delle attività sportive, meno impegnative seppure condivisibili per certi aspetti. Riuscendo ad estendere, a far partecipi gli altri detenuti al piacere della lettura, otterremmo un duplice risultato, quello di avvicinare più utenti possibili al piacere della lettura, favorendo nel contempo il più possibile lo scambio di opinioni e quindi di cultura nonché aiutando le persone a impegnare la mente.

La nostra biblioteca ha adottato una classificazione in grandi raggruppamenti, dalle generalità alla geografia e storia.

Non è stato semplice individuare poi l'esatta collocazione, ma grazie anche all'assistenza di un esperto di biblioteconomia e di un insegnante di informatica, ci siamo riusciti e possiamo dirci soddisfatti del lavoro fatto, grazie anche alla fiducia accordataci dall'Ufficio Educatori, che sin dall'inizio ha coordinato il progetto di riorganizzazione della biblioteca. In biblioteca a Treviso non ci si occupa solo della gestione dei libri, ma una parte consistente del tempo consentito viene da sempre impegnata nel disbrigo di pratiche amministrative di vario tipo per conto dei detenuti: dalla richiesta dei giorni di liberazione anticipata, alla compilazione delle richieste di permesso-premio, lettere agli avvocati, deleghe e cosi via, insomma una sorta di assistenza che risulta ben apprezzata dai compagni detenuti.

 

Le nostre prospettive

 

ci siamo posti spesso il problema di come rivitalizzare la biblioteca, cercando di favorire l'approccio alla lettura, ma non è un discorso semplice in quanto presuppone anzitutto una conoscenza degli interessi dei potenziali utenti. Utile potrebbe risultare un questionario ad hoc, con domande specifiche e mirate, che fornisca un quadro della situazione, al fine di poterci almeno indirizzare nella scelta dei titoli, nella fase periodica di aggiornamento.

Un'altra strada da percorrere potrebbe essere quella di promuovere la partecipazione a corsi di lettura collettiva, già svolti nel passato, dove i "grandi lettori" potrebbero mettere a disposizione di tutti le loro conoscenze, cercando di stimolare l'interesse ad approfondire magari specifiche tematiche emerse dalla lettura di qualche libro.

Indubbiamente la recente convenzione stipulata fra la biblioteca del carcere e quelle della provincia di Treviso per dare ai detenuti la possibilità di prelevare i titoli presenti in tutte le biblioteche previa consultazione di un CD-Rom, va su questa strada, ampliando automaticamente la dotazione virtuale della biblioteca.

 

Dario Alasia, Aiuto Bibliotecario nella Casa Circondariale di Treviso

 

 

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